Comune di Morimondo
 
Morimondo, piccolo borgo immerso nella Valle del Ticino, dista circa 6 chilometri da Abbiategrasso e 25 da Milano.
La storia di Morimondo ruota intorno alle vicende della sua abbazia e dei monaci dell’ordine dei Cistercensi che la fondarono.
La storia di Morimondo però non inizia con i monaci; ci sono testimonianze della colonizzazione romana e quindi del passaggio longobardo, come il piccolo borgo di Fallavecchia, frazione di Morimondo, il cui nome deriva appunto dal longobardo “Fara Vetula” che indica una comunità organizzata.
 
Abbazia di Morimondo
Il nome
L’abbazia cistercense di Morimondo è una filiazione di quella francese di Morimond, da cui prende nome anche il borgo. Morimond, a sua volta figlia di Cîteaux (Cistercium), fu l’ultima delle quattro abbazie-madri da cui partirono i monaci per fondare altre abbazie in tutta Europa. Il suo nome deriva dal latino moritur mundus, “morire al mondo” cioè “vivere da risorti”.
 
La storia
Nel 1134, arrivarono a Coronate, località ancora esistente a circa un chilometro dall’abbazia, nella valle del Ticino, dodici monaci, provenienti da Morimond, in Borgogna.
Nel 1136 i monaci francesi giunti due anni prima presso il Ticino, scelsero un luogo chiamato Campo Falcherio per fondarvi la nuova abbazia, cui danno il nome di Santa Maria di Morimondo. Si occuparono direttamente delle attività agricole, disboscarono, bonificarono e irrigarono l’area intorno al Ticino, trasformandola in zona fertile con coltivazioni a marcite.
In poco tempo il monastero acquistò importanza e accolse numerose vocazioni provenienti da tutte le classi sociali; addirittura prima della costruzione della chiesa, i monaci morimondesi fondarono altre due comunità: nel 1143 Acquafredda (Como) e nel 1169 Casalvolone (Novara).
Un segno notevole ed eloquente della ricchezza di vocazioni é testimoniato dalla fiorente attività dello scriptorium. Anche dal punto di vista agricolo ci fu una notevole espansione con gran numero di grange, oratori e mulini dislocati su un territorio di circa 3.200 ettari nel XIII secolo, di cui due terzi erano campi coltivati e un terzo boschi.
Nel 1182, iniziò la costruzione della chiesa abbaziale, che è ritenuta il primo esempio di stile gotico in Italia ed è tra le piu’ antiche abbazie cistercensi. I lavori, però, a causa prima di rimostranze da parte del prevosto di Casorate, poi di assalti e scorrerie devastanti da parte di gruppi armati legati al comune di Pavia, si protrassero per lungo tempo e terminarono nel 1296.
In seguito a varie donazioni di terre, l’abbazia ebbe la sua fase di massimo splendore tra il XII e il XIV secolo.
Nel 1450 Morimondo divenne commenda e il suo primo abate commendatario fu il cardinale Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano, seguito dal cardinale Branda Castiglioni, noto umanista; ma provvidenzialmente Morimondo ebbe la sua rinascita spirituale grazie al figlio di Lorenzo il Magnifico, il cardinale Giovanni de' Medici (commendatario dal 1487 al 1501), futuro papa Leone X (1513-1521).
Egli si adoperò a inviare a Morimondo sei monaci cistercensi provenienti dall'abbazia di Settimo Fiorentino per riportare la regolarità della vita monastica.
Segno di questa ripresa sono le opere di arte e di devozione, commissionate dai monaci di Settimo Fiorentino, come la ricostruzione del chiostro intorno all’anno 1500, il rifacimento del portale della sacrestia, l'affresco della "Madonna col Bambino" attribuito al Luini del 1515 e infine il coro ligneo del 1522.
Nel 1564 San Carlo Borromeo, per aiutare economicamente l'Ospedale Maggiore di Milano, spogliò l’abbazia di Morimondo dei propri terreni; contemporaneamente la eresse a parrocchia, dandole il titolo di Santa Maria Nascente.
Il 31 maggio 1798, a seguito della rivoluzione francese, fu decretata la soppressione di tutti gli ordini monastici e quindi anche della comunità cistercense di Morimondo.
L’Abbazia rimase abbandonata fino a quando, nel 1909, l’ente per la conservazione dei monumenti erogò il primo contributo con l’avvio dei primi restauri.
Nel 1952 il cardinale di Milano, Ildefonso Schuster, chiamò a rifondare l’Abbazia i padri Oblati di Maria Vergine.
Nel 1982 il Comune di Morimondo acquistò il monastero dagli eredi del pittore Angelo Comolli, che l’aveva comprata nel 1917.
Nel 1991 il cardinale Carlo Maria Martini affida alla Congregazione dei Servi del Cuore Immacolato di Maria la cura pastorale della parrocchia con un nuovo invito a rilanciare l'abbazia di Morimondo come centro di spiritualità e di iniziative pastorali.
Successivamente la parrocchia viene affidata a sacerdoti diocesani.
Oggi, grazie al supporto della comunità locale e con la costituzione della Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo nel 1993, l’attività religiosa e culturale dell’abbazia ha ripreso vigore ed è tornata ad essere il punto di riferimento di sempre.
 
Per maggiori approfondimenti, Vi invitiamo a consultare la pagina del sito della Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo
 
 
 
 
Da vedere
Fallavecchia
Da Morimondo lungo la statale si raggiunge la piccola località di Fallavecchia, frazione di Morimondo, piccolo borgo rurale di origini longobarde.
Al di là del portale d’accesso, le corti sono disposte ordinate, attorno al viale alberato e fra le case coloniche, le stalle, il mulino e il pozzo.
In questo piccolo borgo si trova la chiesa di San Giorgio, dove è conservata una statua della Madonna che fu vista piangere sangue nel 1512 e nel 1514 .
 
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